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dal 24 al 30 gennaio 2022

Rassegna stampa. La morte in fabbrica di Lorenzo Parelli, studente di 18 anni, e le polemiche su alternanza scuola-lavoro e cariche della polizia sugli studenti

Lorenzo Parelli, uno studente di 18 anni della provincia di Udine, è morto nel pomeriggio del 21 gennaio schiacciato da una trave mentre stava lavorando nello stabilimento della Burimec, azienda presso la quale stava svolgendo l'Alternanza Scuola Lavoro. Un nome, il suo, che si aggiunge alla già lunga lista di persone che hanno perso la vita sul posto di lavoro, luoghi di formazione che avrebbero dovuto essere sicuri anche per tutti gli studenti impegnati nei percorsi di formazione, scrivono in una nota gli studenti di Rete per la conoscenza. "Esprimiamo solidarietà e vicinanza alla famiglia, i compagni di scuola e gli amici di Lorenzo - dichiarano gli studenti  Da anni sosteniamo la necessità di corsi di sicurezza sul lavoro e la sicurezza a scuola, che è una piaga del nostro paese, nello scorso anno 1404 persone sono morte sul lavoro". Sulla faccenda interviene anche l'Unione degli Studenti: "Ciò che è successo è inaccettabile, ma il lutto non basta. Proviamo molta rabbia, da anni segnaliamo al ministero una situazione inaccettabile e di insicurezza, ma non siamo mai stati ascoltati seriamente. Nessun tavolo ministeriale è mai stato svolto, l'idea di una scuola pubblica unicamente volta a formare lavoratori in grado di sottostare a logiche aziendalizzanti sembra non si possa mettere in discussione. Non si può considerare didattica ciò che sfrutta, ferisce e uccide. Vogliamo una risposta pronta da parte del ministro Bianchi, e l'introduzione di uno statuto delle studentesse e degli studenti in PCTO, che tuteli i reali obiettivi formativi. Le studentesse e gli studenti del paese non staranno in silenzio, non più".

I genitori del ragazzo, schiacciato da una putrella nell'ultimo giorno di uno stage, chiedono giustizia e gli studenti si mobilitano, da nord a sud per avere più sicurezza e garanzie durante la cosiddetta alternanza scuola-lavoro. "Da anni denunciamo che Pcto e stage sono problematici - dice Luca Ianniello, rappresentante della Rete Studenti Medi, contattato dall’agenzia LaPresse -: introducono noi studenti allo sfruttamento e alla precarietà senza formarci davvero". "La morte di un ragazzo è inaccettabile - prosegue -, a maggior ragione essendo avvenuta su un posto di lavoro durante quello che sulla carta dovrebbe essere un momento formativo". Ianniello giudica intollerabili gli scontri avvenuti domenica al Pantheon, a Roma, durante una manifestazione cui hanno partecipato circa duecento tra studenti e attivisti. Nel corso della protesta un gruppo ha provato rompere il cordone di polizia per muoversi, in corteo, verso il Miur, ma è stato respinto dalla polizia. Due ragazzi sono rimasti feriti, mentre sono in corso le indagini della polizia, anche attraverso l'analisi di video e fotografie. Il presidio del Pantheon è stato organizzato da diversi movimenti, a partire da quello degli studenti 'La lupa'. Hanno partecipato diverse scuole e organizzazioni studentesche come Osa, ma anche il gruppo Movimento di Lotta - Disoccupati '7 Novembre'.

“Domenica sono stato colpito alla testa da una manganellata durante una manifestazione per la morte di Lorenzo Parelli, io e altri 3 ragazzi abbiamo riportato ferite suturate con dei punti”. La testimonianza arriva da Ismaele C. un giovane che ha partecipato a una delle ultime manifestazioni studentesche, contro l’alternanza scuola-lavoro che ha portato alla morte il 18enne di Udine. “Sempre domenica al Pantheon la polizia ha caricato gli studenti con una violenza inaudita e senza un valido motivo. A Torino, durante altre manifestazioni studentesche, venerdì scorso, ci sono stati 20 feriti tra cui due gravi”, ha scritto in una lettera a La Stampa. “Sorgono doverosi dubbi sullo stato di salute della nostra democrazia. La responsabilità è della ministra Lamorgese, alla quale va chiesto conto e ragione della condotta muscolare delle forze dell’ordine in dinamiche di piazza di solito gestite nella totale tranquillità e calma”, continua Ismaele nella sua lettera. La presenza delle centinaia di ragazzi in piazza, per Ismaele, aveva un solo obiettivo: “Chiedere l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro, che sta trasformando la scuola pubblica italiana in un’azienda o in ufficio di collocamento”. E se Lamorgese è la “responsabile istituzionale” della gestione dell’ordine pubblico, il ministro Bianchi è il “responsabile politico”, perché nei contenuti “non è diverso dalla Azzolina, che non era diversa da Fioramonti (anche se sotto il suo ministero l’alternanza è stata depotenziata) che non era diversa dalla Fedeli”.

Pino Salerno