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Le notizie della settimana

dal 09 al 15 agosto 2021

La settimana dell'istruzione sulla stampa

Settimana complessivamente dedicata dai quotidiani al dibattito sul Green Pass a scuola e nelle università. In particolare, si segnalano titoli come “schiaffo ai prof”, “la rivolta dei presidi”, “la gogna per gli studenti non vaccinati”, “sindacati in rivolta”. E su quest’ultimo tema, il quotidiano Il Manifesto riprende nel sommario le parole del segretario generale della FLC CGIL, Sinopoli: “non accettiamo penalizzazioni per lavoratori e presidi”. Nell’articolo viene motivata la posizione della FLC, così come tracciata dal suo segretario generale: “alla scuola non servono sanzioni ma il potenziamento delle scarse risorse messe dal governo”. Insomma, sostiene il Manifesto, “la scuola è in allarme”. 

Il giorno precedente, il 7 agosto, tuttavia, lo stesso ministro Bianchi aveva cercato di dare rassicurazioni con un’intervista al Corriere della sera, al termine dell’incontro con i sindacati della scuola. “Ho appena incontrato i sindacati, che sono liberi di esprimere le loro posizioni. Ma il green pass non è assolutamente uno schiaffo al personale della scuola e mi dispiace che qualcuno lo abbia interpretato così", afferma il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi. E aggiunge: "Il governo dice 'si riapre in presenza e in sicurezza' e chiede una grande azione collettiva", quindi Bianchi sottolinea che "chi ha problemi particolari di salute sarà escluso dal green pass e chi non vuole vaccinarsi sarà invitato a fare il tampone" mentre "abbiamo chiesto l'accelerazione della campagna vaccinale per i giovani e ottenuto dal commissario Figliuolo la rassicurazione che le dosi ci sono". Il ministro assicura inoltre che "il governo si impegna a fare uno screening di tutto il sistema scolastico, cosa importantissima" e che "come altro elemento di sicurezza" si rivolge alle famiglie perché "si è dimostrato che il vaccino è lo strumento che abbiamo per fermare la pandemia". Pertanto, "serve una risposta corale della popolazione", conclude il ministro, non prima di aver spiegato che "abbiamo un controllo millimetrico sulla situazione. Abbiamo attivato un'azione di contrasto significativa per l'affollamento delle classi che hanno più di 27 alunni e che per il crollo demografico sono solo il 2,9%, e abbiamo messo in campo molte risorse aggiuntive rispetto all'anno scorso. L'intervento di questo governo per la riapertura supera i due miliardi di euro".

Lunedì 9 agosto è il segretario generale della CGIL Maurizio Landini, che in un’intervista a Repubblica, rilancia con determinazione la posizione della CGIL, su vaccini e Green Pass nel mondo del lavoro. "Sia chiaro, il sindacato sta invitando tutti i lavoratori a vaccinarsi e non abbiamo nulla di principio contro il Green Pass, ma in nome di ciò non è accettabile introdurre una logica punitiva e sanzionatoria nei confronti di chi lavora" dice Maurizio Landini. Il segretario della CGIL sottolinea anche che "dopo i protocolli sulla sicurezza che abbiamo sottoscritto attraverso il distanziamento, l'uso delle mascherine, la sanificazione, lo smart working e diversi turni di lavoro, i luoghi di lavoro sono sicuri" e ora "nessuno può sostenere che gli uffici o le fabbriche costituiscano oggi potenziali focolai per la diffusione del virus", quindi "non deve passare il messaggio sbagliato che i vaccini e il Green Pass, pur fondamentali, da soli siano sufficienti a sconfiggere il virus. Non è così, purtroppo", afferma il segretario, che fa un esempio: il caso delle mense aziendali. Secondo Landini "il governo dice di volerle regolare al pari delle attività di ristorazione. Ma le mense aziendali hanno i turni, il plexiglass, la sanificazione periodica. Non sono un ristorante ma un servizio per chi lavora. Se il governo pensa che il vaccino debba essere obbligatorio, lo dica e approvi una legge. Abbiano il coraggio di farlo! Non si può pensare di raggiungere il medesimo obiettivo in maniera surrettizia, a danno di chi lavora. È una forzatura controproducente rispetto all'obiettivo di realizzare la vaccinazione per tutti", conclude il segretario della CGIL, che puntualizza: "stiamo passando da una fase in cui chi lavorava, esponendosi anche al contagio, veniva considerato un eroe a un'altra in cui si rischia di essere sanzionati perché si vuole lavorare”. E poi la proposta: "una grande campagna di informazione e sensibilizzazione perché le persone si vaccinino - ribadisce Landini - da tempo chiediamo di rafforzare e mettere in sicurezza il trasporto pubblico locale, le ferrovie regionali, di superare il sovraffollamento delle classi anche attraverso nuove assunzioni di personale docente. Invece rischia di rimanere tutto fermo allo scorso anno".

Il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, a sua volta valuta come “un grave errore aver deciso per l’obbligo del Green Pass agli insegnanti senza il necessario e approfondito confronto con i sindacati”. Inoltre, per Sbarra “la scuola in presenza a settembre si garantisce con il personale adeguato, stabilizzando i tantissimi precari, eliminando le classi pollaio. Noi riteniamo poi che il vaccino vada esteso agli studenti. Serviva e servirà una legge per obbligare le persone a vaccinarsi”. Per Roberto Carnero, su Avvenire, “bene ha fatto il governo a decidere l’obbligo del Green Pass per gli studenti universitari. Qui parliamo di maggiorenni, giovani adulti in grado di autodeterminarsi”. Per questa ragione, secondo Carnero, vanno potenziate anche in ambito universitario le lezioni in presenza, perché decisive per ogni studente, sia dal punto di vista della crescita intellettuale, che da quella sociale. Speriamo dunque, conclude Carnero, che le lezioni a distanza “siano davvero l’extrema ratio e non un facile accondiscendere alla scelta miope e a volte egoista di chi decide di non vaccinarsi”.

La ministra dell’Università Messa: per fare gli esami servirà il certificato verde

Come Carnero, anche la ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa è convinta della bontà della decisione di obbligare gli studenti universitari al Green Pass. "Le università sono formate da spazi molto variegati dove non è sempre possibile garantire le distanze. Ci sono le aule ma anche le biblioteche, le residenze per gli studenti, i campus. Senza l'obbligo, il rientro non sarebbe avvenuto nella massima sicurezza. Abbiamo potuto introdurre una misura come questa grazie al fatto che nelle università la didattica è mista, sia in presenza che a distanza, quindi garantire l'accesso negli spazi solo a chi ha il Green Pass permetterà comunque di non lasciare nessuno indietro, al contrario di quanto avviene a scuola" dice in un'intervista a La Stampa la ministra Messa, il 7 agosto, lo stesso giorno in cui il ministro Bianchi ha parlato di scuola con il Corriere della sera. "Contiamo sul fatto che gli studenti si vaccinino. In realtà spesso non è che non vogliano ma hanno priorità diverse. Speriamo che il Green Pass all'università li convinca a fare questo che non è altro che un atto altruistico. Ancora una volta l'università fa da apripista”, aggiunge la ministra. "L'università in fin dei conti è il mondo della ricerca che ha messo a punto i vaccini. Se non è l'università che ne promuove l'utilizzo, non vedo chi altro potrebbe farlo. Abbiamo un milione e 800mila studenti fra i 19 e i 25 anni e quindi proprio a loro chiediamo di dare un esempio alla nostra società. Chiediamo che facciano vedere di essere responsabili, pur sapendo che nelle nostre università la didattica a distanza non scomparirà e nessuno resterà indietro", sottolinea Messa. Pensate a campagne mirate? "Le università stanno agendo in modo autonomo, ci sono stati tantissimi casi di atenei che hanno messo in campo buone pratiche per coinvolgere i loro studenti e farli vaccinare", spiega la ministra. Sarà chiesto il Green Pass anche per gli esami? "Ogni ateneo si regola in modo autonomo. La tendenza è a svolgerli in presenza con il Green Pass. Molti atenei hanno già previsto l'obbligo in caso di esami scritti, altri anche per gli orali". Sui minori di 18 anni, nonostante le insistenze di una parte del governo, non è passata la richiesta di prevedere l'obbligo di vaccinazione. "Noi ministri ci siamo sentiti di arrivare fin qui e prevedere l'obbligo per gli studenti universitari in base alla situazione attuale della curva epidemiologica. Bisogna poi seguire l'evoluzione dell'epidemia e su quella base decidere se rivedere le misure adottate e estendere l'obbligo anche agli studenti al di sotto dei 18 anni", conclude Messa.

Pino Salerno