Se amate Londra, il libro giusto per voi, è, senza dubbio, Arrivederci Londra, l’ultimo romanzo del giornalista e scrittore Enrico Franceschini, pubblicato da Baldini + Castoldi, ancora fresco di stampa.
Dopo Londra Babilonia e Londra Italia Franceschini torna a parlarci della città, dove attualmente vive, dopo aver girato il mondo come corrispondente del giornale La Repubblica.
Questa volta sceglie gli anni della Brexit e ci regala un thriller semiserio.
I protagonisti sono dodici giornalisti, di diverse nazioni europee, tutti corrispondenti. Tra di loro c’è anche un italiano, Andrea Muratori, detto il Mura, che possiamo considerare come l’alter ego di Franceschini.
Sono tutti delusi dal referendum con cui gli inglesi hanno scelto di uscire dall’Unione Europea: «Eravamo innamorati di Londra, dell’Inghilterra, degli inglesi e, quando gli inglesi ci hanno traditi, non abbiamo capito più niente», scrive Franceschini.
«Tutte le storie sono storie d’amore. Basta aspettare il momento per scoprirlo» ci aveva detto Franceschini in Londra Babilonia dove ci parlava della fascinazione che questa città aveva avuto su di lui.
Anche i giornalisti, protagonisti di questa storia, sono uniti dall’amore per Londra, dove vivono e lavorano da anni, ma quando uno di loro subisce un’aggressione xenofoba, decidono di vendicarsi con alcuni brexitiani prima con scherzi pesanti e poi con una caccia continua e insistente rivolta proprio alle categorie più euroscettiche. Attirano, in questo modo, l’attenzione di Scotland Yard. Ma, trattandosi di un “giallo”, lascio al lettore scoprire che cosa avviene in seguito ai giornalisti coinvolti.
C’è, però, anche da dire che, in realtà, la vera protagonista di questo romanzo, è proprio Londra. Enrico Franceschini, infatti, ci conduce per le vie di questa città, ci descrive i luoghi dove i dodici giornalisti si incontrano e vivono le loro avventure, ci racconta la trasformazione di alcuni quartieri. Scopriamo così il Cinnamon Club, una volta biblioteca pubblica di fine Ottocento, tuttora con pareti di mogano rivestite di libri originali o lo Shri Swaminarayan Mandir, il più grande tempio induista del mondo, al di fuori dell’India, realizzato interamente a mano con blocchi di marmo di Carrara provenienti dall’Italia, solo per citarne alcuni.
Arrivederci Londra è dunque un thriller, una dark comedy ma è anche un affresco urbano, una pagina di storia contemporanea, una bellissima storia d’amore per una città. Una storia d’amore che, però, non è finita. Infatti Franceschini spera e sogna che, in futuro, gli inglesi tornino a far parte dell’Unione Europea. Il suo, quindi, non è un addio ma soltanto un arrivederci.
La storia, ben costruita, i personaggi delineati con cura, lo stile coinvolgente rendono Arrivederci Londra un libro divertente, interessante, emozionante e capace di farci riflettere.
La parte più bella, secondo me, forse perché più sentita, è la conclusione, quando il Mura-Franceschini racconta ai lettori un po’ della sua vita vera.