È ancora fresco di stampa 2050 La guerra dei ghiacci[1] di Giovanni Tonini e Cecilia Sandroni (Italiens Pr), un interessante saggio che affronta la trasformazione della regione più estrema del pianeta in uno dei principali laboratori del futuro globale.
“Il ghiaccio si scioglie e con esso si sciolgono gli equilibri del mondo - spiegano gli autori - Il progressivo riscaldamento del Polo Nord sta aprendo nuove rotte commerciali, scoprendo immense riserve di risorse naturali e ridisegnando i confini della competizione internazionale”. L’Artico, infatti, non è più soltanto un territorio di ricerca scientifica, ma il teatro dove si misurano ambizioni economiche, strategie militari e fragilità ambientali che anticipano le crisi del XXI secolo.
Alla base di questa pubblicazione vi è un ampio lavoro di ricerca condotto dai partecipanti all’internship internazionale di ItaliensPR, un programma formativo che unisce giovani studiosi, giornalisti e analisti provenienti da diversi Paesi.
Il progetto sull’Artico è nato proprio come percorso didattico di indagine e confronto, per poi evolvere in una ricerca strutturata e condivisa che ha fornito la base documentale e metodologica per la realizzazione del volume.
Questo legame tra formazione e ricerca è uno degli aspetti più innovativi dell’opera: un esempio concreto di come la conoscenza possa diventare esperienza viva, capace di tradursi in cultura, divulgazione e impegno civile.
L’opera dedica un’attenzione particolare al ruolo dell’Italia, analizzando la strategia nazionale nell’area artica e l’impatto che le rotte polari potrebbero avere sul traffico mediterraneo e sui porti italiani.
Inoltre grande attenzione è dedicata alle popolazioni indigene (Inuit, Sami, ecc.), custodi di un patrimonio culturale minacciato, sottolineando la necessità di restituire loro voce e dignità.
Il libro non si limita ad un’analisi teorica ma presenta un quadro dettagliato , lucido ed approfondito di come le scelte di oggi stiano già riscrivendo i confini del mondo entro il 2050.
Inoltre la combinazione delle diverse competenze degli autori (visione geopolitica e sensibilità umanistica) crea un racconto che alterna dati e suggestioni, analisi e poesia, rendendo il testo accessibile a un vasto pubblico, non solo agli esperti del settore.
“Il futuro non è scritto nei ghiacci - concludono gli autori - ma nelle decisioni consapevoli di chi agirà con saggezza. Ogni lettore è chiamato a diventare custode responsabile del pianeta, tutto è connesso, e ogni azione contribuisce a determinare il corso degli eventi. Il Nord ci attende, non come spettatori ma come protagonisti consapevoli di un futuro che possiamo ancora scegliere di costruire”.
[1] G. Tonini, C. Sandroni, 2050 La guerra dei ghiacci, Independently published, 2025.