Aule che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate e piccoli ventilatori portati da casa. Ogni estate assistiamo alla stessa scena; poi le scuole chiudono, il tema scompare dal dibattito e si rinvia tutto all'anno successivo.
Non si tratta di casi isolati: secondo il XXIII Rapporto Cittadinanzattiva, appena il 7,42% delle sedi scolastiche italiane ha impianti di climatizzazione. Il caldo è un problema strutturale del nostro patrimonio edilizio, ma le soluzioni tecniche esistono e non possono ridursi alla semplice proposta di accorciare il calendario scolastico.
Mario Borrata, docente laureato in ingegneria per la sicurezza, firma per il numero di settembre di Articolo 33 un saggio dettagliato che supera la logica dei bandi occasionali, proponendo una graduatoria basata sul reale fabbisogno termico e una strategia integrata: schermature solari, pompe di calore ad alta efficienza, depavimentazione dei cortili e impianti fotovoltaici sui tetti scolastici.
Ma dove trovare i fondi? L'articolo dimostra come sia possibile finanziare il piano senza nuove tasse: destinando il 10% dei proventi italiani dalle aste CO₂ europee (circa 259 milioni di euro l'anno), combinandoli con il Conto Termico 3.0 di GSE e i fondi europei FESR.
L'articolo completo di Mario Borrata sarà pubblicato sul numero di Settembre di Articolo33.