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31 gennaio 2022

La legge di bilancio approvata mette a rischio l’autonomia degli enti di ricerca!

La legge di bilancio 2022 si è chiusa, per quanto riguarda gli enti di ricerca, sostanzialmente come era stata aperta. Gli emendamenti promossi dalla FLC CGIL non sono stati approvati e, a parte qualche modifica parziale che riguarda la riorganizzazione/commissariamento del CNR, rimangono quindi le gravi preoccupazioni che erano presenti a novembre.

In particolare rimane la spaccatura fra una parte degli enti che hanno una serie di finanziamenti dedicati alla valorizzazione del personale, mentre un gruppo di istituti di ricerca risultano dimenticati. Ci si riferisce al comma 310 della legge di bilancio 2022, che conferma uno stanziamento importante per i soli enti di ricerca vigilati dal ministero dell’università e della ricerca.

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Ma quali sono gli enti di ricerca che non sono “vigilati” dal MUR e che quindi sono rimasti a bocca asciutta? 

L’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) è vigilato dal MITE (il Ministero della transizione ecologica) e si occupa di ricerca, e innovazione tecnologica, nonché di “servizi avanzati alle imprese, alla pubblica amministrazione e ai cittadini nei settori dell'energia, dell'ambiente e dello sviluppo economico sostenibile”.

L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) è sottoposto anch’esso alla vigilanza del Ministero della transizione ecologica. Oltre alle funzioni di supporto al ministero, svolge, in stretta connessione con il Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA), “attività di ricerca, consulenza strategica, assistenza tecnico-scientifica, sperimentazione e controllo, conoscitiva, di monitoraggio e valutazione, nonché di informazione e formazione, anche post-universitaria, in materia ambientale, con riferimento alla tutela delle acque, alla difesa dell'ambiente atmosferico, del suolo, del sottosuolo, della biodiversità marina e terrestre e delle rispettive colture, nonché alla tutela della natura e della fauna omeoterma”.

Il CREA è il principale Ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari, vigilato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali  (MIPAAF). Ha competenze scientifiche sui settori agricolo, zootecnico, ittico, forestale, agroindustriale, nutrizionale, socioeconomico. 

L’ISS (Istituto Superiore di Sanità) è il “principale centro di ricerca, controllo e consulenza tecnico-scientifica in materia di sanità pubblica”, è vigilato dal Ministero della Salute.

L’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) è il principale produttore di statistica ufficiale in Italia.  Dal 1989 l’Istat coordina il Sistema statistico nazionale (Sistan). La missione dell’Istituto nazionale di statistica è “servire la collettività attraverso la produzione e la comunicazione di informazioni statistiche, analisi e previsioni di elevata qualità”. E’ vigilato dalla Presidenza del Consiglio - Dipartimento di Funzione Pubblica. 

L’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche) svolge “analisi, monitoraggio e valutazione delle politiche del lavoro e dei servizi per il lavoro, delle politiche dell’istruzione e della formazione, delle politiche sociali e di tutte quelle politiche pubbliche che hanno effetti sul mercato del lavoro”. E’ vigilato dal Ministero del Lavoro.

Sempre al ministero del lavoro afferiscono due enti che non fanno parte del settore della ricerca pubblica (ANPAL e INAIL), ma che al loro interno hanno assorbito una parte dei compiti e del personale di ricerca che erano precedentemente svolti da enti di ricerca soppressi (ISFOL e ISPESL). 

Ente

Ricercatori e tecnologi

Tecnici e amministrativi

Personale totale

Data di riferimento

ENEA

1425

884

2320

30.6.2021

CREA

815

1097

1940

31.12.2020

ISS

897

1019

1935

31.12.2020

ISTAT

831

1062

1904

24.1.2022

ISPRA

578

504

1082

31.12.2020

INAIL - ricerca

341

625

966

31.12.2020

INAPP

130

269

400

1.1.2022

ANPAL - ricerca

46

96

142

31.12.2019

Totale

5.062

5.558

10.689

 

Questi enti hanno in comune un ruolo di ricerca “pura” misto a un ruolo “strumentale”, di regolazione e monitoraggio in relazione alle attività dei ministeri di riferimento, mentre gli enti “vigilati dal Ministero dell’Università e della ricerca” svolgono principalmente ricerca di base e applicata. 

Essere un ente pubblico di ricerca è una garanzia per la tutela dell’autonomia e dell’indipendenza dal potere politico degli Istituti e dei dipendenti. 

Il rischio è che, a causa di un comma sbilanciato dell’ultima legge di bilancio, non solo si perdano prospettive di carriera e di valorizzazione del personale degli istituti pubblici qui brevemente descritti, ma che - come conseguenza - si disperda anche il patrimonio di conoscenza libera e al servizio dei cittadini che questi enti assicurano.

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L'autore

Lorenzo Cassata