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EDUCARE NELL’ERA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE - Speciale IA

Negli ultimi anni, sotto gli occhi di tutti, l’intelligenza artificiale ha conosciuto una diffusione massiccia e accelerata, probabilmente senza precedenti rispetto ad altre tecnologie, investendo settori tra loro eterogenei.

L’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle istituzioni scolastiche, e più in generale nei contesti educativi, segna con ogni probabilità l’apertura di un capitolo nuovo nell’evoluzione dell’istruzione. L’interesse crescente per tecnologie che promettono di migliorare insegnamento e apprendimento impone una riflessione profonda, capace di coniugare dimensione normativa, scientifica e pedagogica. È l’avvio di una fase che chiede alle scuole un impegno organico di formazione diffusa, alfabetizzazione critica e confronto a livello collegiale; soprattutto, chiede di restituire alla scuola il suo ruolo di laboratorio permanente, non mero luogo di adozione di strumenti, esercitando fino in fondo l’autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo prevista dall’ordinamento, così da orientare le scelte didattiche e organizzative in modo consapevole, responsabile e coerente con la propria identità educativa.

A livello europeo, sul versante educativo, il percorso programmatico prende recentemente forma nel 2022 con la pubblicazione da parte della Commissione delle Ethical Guidelines on the Use of Artificial Intelligence and Data in Teaching and Learning for Educators, che traducono in consapevolezza operativa e in adozione didattica principi poi recepiti, in via generale, nell’armonizzazione regolatoria europea culminata nel Regolamento (UE) 2024/1689 (meglio noto come “AI Act”), approvato nel 2024.

Questo articolo è stato pubblicato sul numero 10/2025 di Articolo 33. Lo trovi integralmente qui

L'autore

Gaetano Fabiano