L’interessante articolo di Gaetano Fabiano, pubblicato nel numero di ottobre di questa rivista[1], ha illustrato in modo chiaro e approfondito il quadro normativo, sia a livello europeo che nazionale, relativo all’uso dell’Intelligenza Artificiale (IA). Particolare attenzione è stata dedicata ai principi che devono orientare l’introduzione dell’IA nella scuola e alla situazione attuale del sistema scolastico italiano, soprattutto in relazione alla capacità di accogliere e integrare questa tecnologia.
Muovendo all’interno del contesto delineato, intendo innestare alcune riflessioni su quello che rappresenta il nodo centrale della questione: in che modo l’intelligenza artificiale può essere utilizzata a scuola. Mi riferirò, in modo pragmatico e sulla base della mia esperienza di docente, ai possibili approcci pedagogici che l’insegnante può adottare e al rapporto tra l’IA e la scelta di un approccio piuttosto che un altro.
L’articolo si articola in due parti. Nella prima, di carattere prevalente, presenterò alcuni esempi di modalità di interazione dello studente con l’IA, in particolare con ChatGPT, la piattaforma su cui ho condotto la maggior parte dei miei esperimenti, con l’obiettivo di riflettere su come l’uso dell’IA possa essere messo in relazione con i diversi stili di apprendimento.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero 11/2025 di Articolo 33. Lo trovi integralmente qui