La quota del 30 per cento può essere uno strumento di programmazione, ma non può diventare la risposta politica ai problemi della scuola. Prima dei numeri vengono le persone, le risorse, la sicurezza degli edifici e il riconoscimento del lavoro di chi ogni giorno tiene aperte le aule.
Non rincorrere la tecnologia, ma guidarne il senso per formare cittadini consapevoli nel rispetto dei diritti e della persona.
In tutti i paesi interessati dall’indagine risultati complessivamente peggiori dopo la pandemia. In Italia necessario un piano di investimenti nella scuola per contrastare l’iniquità del sistema. No all’autonomia differenziata.
Pregiudizio e paure fanno scattare meccanismi di difesa aggressivi e violenti. Le cui vittime hanno solo il torto di essere "diverse" per sesso, razza, religione…la violenza tramite la rete che alimenta fake news e travisamenti della realtà. Le risposte problematiche degli studenti di un liceo a una ricerca sui comportamenti di fronte alla violenza e sui giudizi verso i "diversi".