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n. 6

Vulnerabilità e cura dell'altrƏ: riflessioni pedagogiche ai margini

Attraverso il dialogo tra i contributi teorici di Judith Butler e bell hooks – che riflettono rispettivamente sulla comune esposizione alla precarietà e vulnerabilità delle esistenze, e sulla cura educativa come strumento di resistenza capace di trasformare e sovvertire le strutture di potere oppressivo – si intende proporre un posizionamento pedagogico ai margini. Tale posizionamento, riconoscendo la necessità esistenziale di una vita comune, intende assumersi la responsabilità educativa e politica di una cura che vada oltre l’assistenzialismo e il paternalismo, favorendo una sua comprensione come dispositivo in grado di sostenere pratiche di partecipazione, ascolto, pensiero critico e sovversione delle strutture di potere oppressivo.

n. 6

L'approccio educativo alla vulnerabilità. L'esempio della povertà educativa

ll contributo si propone di approfondire in chiave pedagogica il tema della vulnerabilità. Questo sguardo supera la centratura sulla dimensione individuale di tale condizione incentivata dal paradigma neoliberale, e la interpreta come una situazione appresa frutto dell’interazione tra il soggetto e il contesto sociomateriale di riferimento. All’interno di tali riflessioni, verrà approfondito il fenomeno della povertà educativa come caso di studio a partire dal quale ripensare da una prospettiva educativa le strategie di intervento verso le situazioni di vulnerabilità.

n. 6

Vulnerabilità e comunità: educazione, relazionalità, resistenza sociale

La vulnerabilità è un elemento fondante dell’esistenza umana e un principio pedagogico ed etico per la costruzione di comunità solidali. Il saggio analizza il ruolo dell’educazione nel trasformare la fragilità in risorsa, promuovendo un’azione politica basata sulla cura e sulla relazionalità; indaga la connessione tra vulnerabilità e solidarietà politica, mettendo in luce come i movimenti sociali e le pratiche educative possano costituire strategie di resistenza alle forme di esclusione e oppressione contemporanee.

n. 6

Ri-pensare la vulnerabilità tra adattamento e trasformazione

Il contributo propone una riflessione critica sul concetto di vulnerabilità, esplorandone le implicazioni pedagogiche alla luce delle nozioni di resilienza e resistenza. Dopo aver osservato alcune interpretazioni semantiche e teoriche della vulnerabilità, l’articolo discute le ambiguità e il potenziale uso strumentale in ambito sociale ed educativo della resilienza: seppur utile, infatti, rischia di diventare un dispositivo di accettazione dell’inaccettabile. Su questo versante, invece, il concetto di resistenza sembra offrire uno spazio generativo per un’educazione emancipativa. Il suo valore euristico è capace di riconoscere la vulnerabilità come terreno di possibilità e trasformazione, uscendo dalle ricorsive maglie di percorsi stereotipati contaminati dal solo adattamento.

n. 6

Corpo, potere e educazione: le sfide per una convivenza ecologica

In che modo il corpo può costituirsi come soggetto cardine nella costruzione di una convivenza ecologica e responsabile? Il testo analizza le diverse declinazioni che può assumere la relazione tra corpo, potere e educazione, con un focus sulle traiettorie delineate dall’embodied cognitive science. Se da un lato i dispositivi formativi possono riprodurre meccanismi di controllo e disciplinamento, dall’altro la prospettiva dell’embodied mind conferisce nuovi significati alla corporeità e al movimento, permettendo una lettura relazionale dell’esperienza umana. Il corpo, attraverso le sue possibilità esplorative, partecipa alla trasformazione della realtà insieme all’altro, condividendo la propria vulnerabilità.

n. 6

Vite vulnerabili e mondi educanti: per una pedagogia della cura

Il contributo muove da una breve analisi delle criticità presenti sui diversi piani dell’esistenza umana, in cui sempre più gruppi sociali sono esclusi e vivono condizioni di marginalità e vulnerabilità. A partire da tale contestualizzazione si intende ragionare sul costrutto di vulnerabilità in una prospettiva pedagogica critica, al fine di decostruire pericolose visioni omologanti e stereotipate che rischiano di enfatizzare e riprodurre condizioni di esclusione, piuttosto che ripensare la vulnerabilità come atto politico e spazio del possibile. Si tratta di educare a uno sguardo profondo, attraverso il ripensamento delle parole e la costruzione di contro-narrazioni che supportano mondi trasformativi, attraverso cui “vedere con il cuore” e ridefinire lo spazio di azione della relazione di cura.

n. 5

QUALE EQUITÀ E QUALE INCLUSIONE?

Alla ricerca di un equilibrio: prospettive e sfide nelle Nuove Indicazioni per il futuro della scuola italiana.

n. 2

Ragazze nelle STEM: le prospettive per il 2025

Dalla disparità di genere nell’istruzione al gap nelle discipline scientifiche, un’analisi della situazione e alcune indicazioni metodologiche.

n. 2

Orientamento formativo inclusivo e talento: un binomio per la sostenibilità educativa

Riconoscere e promuovere le diversità per favorire il successo personale e collettivo attraverso pratiche educative inclusive e formative.

17 luglio 2023

"Nessuno resti indietro", il 2° Forum nazionale della Scuola del Popolo

Il 2° Forum nazionale della Scuola del Popolo dal titolo “Nessuno resti indietro”, in ricordo del centenario della nascita di don Milani, si è tenuto il 7 e l’8 luglio scorsi a L’Aquila, nella prestigiosa cornice dell’Auditorium del Gran Sasso Science Institute.