La fotografia della situazione italiana attuale attraverso l’analisi intrecciata della Relazione sullo stato della Ricerca del CNR e del Rapporto OCSE 2024 sulla rappresentazione dell’economia.
Dal Regio decreto del 1923 al Piano di Rilancio: un percorso complesso di crescita e successi che portano il CNR ad essere la più grande istituzione scientifica del Paese.
Il centenario, un'occasione per riflettere non solo del ruolo del Consiglio e della sua identità, ma dell'organizzazione, del coordinamento e del finanziamento della ricerca italiana e della sua collocazione internazionale. Il rapporto con l'università e la motivazione dei ricercatori.
Il gap di genere nella società, nel mondo dell’istruzione e del lavoro non è affatto superato. E la scienza non fa eccezione: le ultime ricerche riportano dati ancora fortemente sbilanciati verso una presenza maschile superiore, soprattutto nelle posizioni apicali.
Un ricercatore con esperienza all’estero si vede negare la partecipazione a un concorso al CNR perché il lavoro fuori Italia non è tra i requisiti ammissibili. Il Tar dà ragione al ricercatore. Il Consiglio di Stato al CNR. Vediamo le motivazioni.
Stabili gli studi "dirompenti" e originali, in crescita il "rumore di fondo" dei lavori che "incrementano" le ricerche precedenti. L'organizzazione e i finanziamenti della ricerca, i meccanismi di valutazione e i percorsi burocratici tra le cause che intralciano la curiosità scientifica, l'approccio multidisciplinare e le sperimentazioni.
Tanti i nodi da sciogliere per fermare il declino dell'Istituto, tra rinnovo dei vertici e vicenda 3-I.
Se anche la comunità scientifica segue il dispositivo “amico-nemico” che ne sarà del suo significato per l’intera umanità, proprio mentre essa affronta la più grande questione epocale della sua sopravvivenza sul pianeta?
Scienza e ricerca devono essere strumento di pace, progresso e apertura. Proporne un uso sanzionatorio va fuori dallo “spazio comune di ricerca” che è parte dei trattati dell’Unione Europea.
L'inaugurazione a Roma di un largo a suo nome ci obbliga a riflettere su una figura straordinaria, che poco i giovani conoscono.